Sono convinta da sempre, di essere dentro al mio Truman Show. Qualcuno un giorno mi dirà, che è stato tutto finto. Amo sognare e non sopporto chi pone limiti ai miei sogni. Sogno il principe azzurro, ma ancora non si è visto. Sogno di diventare una persona importante, ma già lo sono. Raccolgo pensieri sparsi, passioni moderate e smoderate.
lunedì 16 luglio 2012
Grom, storia vera, di persone vere.
Monica
Tempo fa, mi è capitato di vedere in tv Guido Martinetti, del quale ignoravo l'esistenza.
Mi sono fermata ad ascoltarlo, prima di tutto perchè si trattava di un bell'uomo e poi perchè la sua descrizione "Giovane imprenditore co-fondatore di Grom" mi incuriosiva assai.
Conoscevo Grom, grazie alla mia socia, gran golosa, che frequenta tutte le gelaterie, ma con una preferenza particolare per questa.
Quella sera ho scoperto che dietro questo buon gelato, c'era una storia, una storia nuova, una storia che mi piaceva.
Così alla prima occasione mi sono presa il loro libro "Grom storia di un amicizia, qualche gelato e molti fiori" e me lo sono portato in vacanza.
La storia di Guido e Federico mi ha accompagnato per due giorni, quelli che ho impiegato per leggerla, ma poi son rimasti lì con me e i miei pensieri.
Ho avuto l'impressione di conoscerli da sempre, sentivo una certa somiglianza nei passaggi; due soci amici, lavorare di notte, no delle banche, fornitori che ti snobbano. Ma la cosa che sentivo che mi legava di più a questi due, era il sogno, il progetto, il desiderio di fare qualcosa di grande, di nuovo.
Questo libro è:
- una lezione di marketing per chi vuole fare un impresa nuova;
- una lezione di vita per i giovani senza speranze;
- una lezione di buona educazione per i manager boriosi;
- una lezione di cucina per chi vuole farsi il gelato in casa;
- una lezione sull'ambiente per chi ama e rispetta la terra;
- una lezione di follia per chi ha ancora il coraggio di osare.
Personalmente la lettura di questo libro, mi ha indotto a continuare a sognare "in grande", a credere in ciò che voglio fare e che posso fare, a mettere a frutto le mie capacità senza risparmi, a percorrere tutte le strade legalmente possibili per arrivare a ciò che voglio, a credere che una grande amicizia da un valore aggiunto a un gran progetto.
Guido e Federico raccontano senza paura le loro scelte aziendali, scelte oneste e rispettose delle persone, ci vuole coraggio oggi, loro l'hanno avuto.
Insomma io ho avuto l'impressione di avere due nuovi amici e presa da questo impeto ho mandato una lettera, dando loro tranquillamente del "tu", per complimentarmi.
L'ho mandata a una semplice mail "info", pensando che, forse se avessero avuto tempo l'avrebbero letta. Bè mi hanno anche risposto, con tono cordiale, più elegante del mio dandomi del "lei", con un linguaggio semplice di chi scrive senza obbligo, solo per il piacere vero di farlo.
Per questo credo che la storia di Grom, sia una storia vera, che vale la pena di leggere. E' una storia che consiglio a tutti, a coloro che credono che le grandi imprese nascondano sempre qualcosa di "marcio", agli adulti che non credono nei giovani di oggi, ai giovani di oggi che vivono con adulti che non credono in loro, a chi ha molti sogni nel cassetto, a chi non li ha perchè impari a sognare.
Buona lettura.
Monica
sabato 7 luglio 2012
Tarassaco
Vi siete mai chiesti qual'è il vostro fiore preferito?
Mi sono fatta questa domanda leggendo un libro durante le ultime vacanze.
Il libro è "GROM Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori", il fiore che accompagna il libro è un fiordaliso.
Io ho cominciato a pensare qual'era il mio fiore. A me piacciono molto i fiori: recisi, regalati, spontanei, da frutto, selvatici, primaverili, invernali, estivi...
Ma ci deve essere un fiore che quando lo vedi ti fa sorridere gli occhi e ti addolcisce il cuore.
Sono partita con l'idea che doveva essere giallo! si, giallo per me è il colore dei fiori, del sole, della felicità.
Doveva essere un fiore spontaneo. Mi piacciono i fiori che ci offre la natura, non quelli elaborati, tipo le rose di colori assurdi. Mi piacciono quelle macchie di colore che ti si presentano davanti così da un giorno all'altro.
Doveva essere un fiore che mi legava ad un cibo.
Ho scelto il fiore del tarassaco.
Avete presente quella margheritona gialla che riempie i nostri campi a primavera, che poi sfioriscono diventando dei bei soffioni.
Quando ero bambina mi attraevano proprio questi soffioni, mi divertivo a raccoglierli soffiando via i semi e poi con il fondo del gambo ripetere la famosa filastrocca:
" Pia pia sono, to mare te bastona, to pare le in preson, co na gamba a picoen" e poi fischiare con il gambo spezzato, fino a farti diventare le dita verdi.
Negli anni mi sono innamorata del colore! mi fa impazzire il giallo così forte in mezzo al verde rigoglioso della primavera, è bello vedere questi colori nei vigneti, che in primavera cominciano a popolarsi anch'essi di fiori e di foglie.
Ora ho scoperto anche il miele di tarassaco, ha un gusto e un profumo speciali. Non sono mai stata una grande amante del miele, ma riconosco le sue qualità benefiche e se mi capita ne assaggio di nuovi. Un piccolo apicoltore di Salgareda, mi ha guidato in una degustazione di mieli ed ho scelto il mio preferito: è quello di tarassaco.
Avere un fiore preferito non costa niente, il tuo qual'è?
monica
giovedì 24 maggio 2012
Il mistero della vita
Il mistero della vita si affaccia all'improvviso portando con sè emozioni e sentimenti convulsi e sconosciuti.
Quando due settimane fa mia sorella mi ha annunciato che sarebbe diventata mamma, sono stata presa da un vortice di sensazioni stranissime, fra le quali, non nascondo, l'invidia. Si, il mio primo pensiero è stato che era la cosa che avrei sempre desiderato essere io, invece stava succedendo a lei.
Non è così facile somatizzare che tua sorella, quella che tu hai visto nascere, che hai spinto nel passeggino, le hai insegnato a camminare, le hai fatto trecce e codini per andare all'asilo, quella che ti ha sbattuto la macchina nelle prime guide....insomma la piccola di casa, lei proprio lei stia per diventare MADRE.
Ci è voluta la consolazione dell'amica saggia, che capisce le mie angoscie e le mie paranoie, a dirmi " sarai una brava zia", a farmi pensare positivo.
In questi giorni ho pensato molto al mistero della vita che nasce e cresce dentro al corpo di una donna. A cosa si può provare, percepire, quali sono le emozioni, dove corrono i pensieri, come si accoglie il cambiamento del corpo e della propia vita.
Sono arrivata a dirmi che il mistero della vita non si conclude con la nascita, ma inizia. Sembrerà un'intuizione banale, ma io credo che spesso ci sfugga. Io credo che a me sfugga spesso, molto spesso. Nel mio egoismo vorrei sapere cosa ne sarà di me, cosa mi succederà da qui a...non so quando, perchè poi penso che non posso sapere neppure quello che succederà domani. Molte volte credo che non sono quello che avevo sognato di essere, eh troppo facile! invece, io sono un mistero a me sconosciuto, conosco solo ciò che sono stata e non quello che sarò, domani.
Oggi quando ho visto le prime immagini del mio futuro nipote, grande sei centimetri scarsi, ho pensato che il mistero della sua vita sta solo per iniziare e quello di mia sorella prosegue dentro ad un nuovo itinerario. Ho pensato che sarà una nuova vita da accogliere nella mia famiglia.
Una nuova vita che continuerà a dare un senso anche alla mia vita.
Una nuova vita che si incrocerà con la mia vita.
Allora a te con le tue piccole manine e i piedini minuscoli, do il benvenuto in questo meraviglioso mistero che è la VITA!
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