lunedì 11 luglio 2011

Dedicato ad Aurora


Ieri dopo una bella giornata in spiaggia, mentre il sole tramontava e raccoglievamo giochi e asciugamani, Aurora esce con questa domanda: "ma tu puoi decidere di innamorarti??"
Non è la prima volta che mi fa di queste domande, Aurora ha quasi 12 anni, è la figlia maggiore di Simonetta la mia amica-socia; è una ragazzina molto sensibile con una grande introspettiva, l'ho vista crescere e per lei è sempre stato curioso il fatto che io amica di sua madre non sia sposata o fidanzata. Sin da quando era piccola ha cercato di darmi consigli su come dovevo fare per trovarmi un fidanzato e neppure lei ci è riuscita.
Alla sua domanda di ieri ho risposto frettolosamente, dicendo che non si può decidere ne quando e ne di chi!
ma è proprio vero??? ci ho pensato molto e credo che in parte la domanda di Aurora ha una sua logica e non so chi gliela suggerita, ma è riuscita a farmi riflettere.
Allora vorrei rispondere così ora ad Aurora: " Si, si può decidere di innamorarsi, nel senso che si può essere disponibili all'amore."
Ho provato a pensare ai suoi discorsi, ai suoi amori; per 5 anni è stata innamorata di Cristian, ora è entrato in riserva e c'è Leonardo in testa, naturalmente anche lei ha già deciso che con lui (quello che per primo risponde) si sposerà, chi saranno le sue damigelle, come sarà il suo vestito, ecc... Cose che più o meno abbiamo fatto tutte!
Anche lei, quando lo vede si nasconde, anche se si è truccata e vestita bene per lui, anche lei sente battere forte il cuore e diventa rossa, quando lui la guarda, insomma niente di nuovo, anche lei nella sua mente si è fatta un'ideale di uomo, anni fa ha detto che l'uomo con i baffi era affascinante :-)))))
Allora cara Aurora per innamorarsi bisogna essere così come sei te e non come me!
Bisogna essere libere mente e cuore, bisogna essere dolci e un pò gattemorte, bisogna essere un pò civette, ma soprattutto bisogna non aver paura di innamorarsi!
La paura di innamorarsi viene quando hai preso delle fregature che hanno segnato il tuo cuore e la tua persona, la paura viene quando non vuoi scoprire il tuo cuore e non vuoi che altre persone vedano cosa c'è dentro!
Cara Aurora vorrei avere ancora la libertà e il coraggio di lasciarmi andare, innamorami di nuovo e con gli occhi brillanti come i tuoi dirti " ieri mi ha guardato".

Un bacio
Monica


giovedì 7 luglio 2011

il venditore



Oggi mi sono imbattuta in un'altro bel post dal blog di http://www.4marketing.biz/it/blog/ intitolato "Il venditore che non vende" e naturalmente mi sono incuriosita.
La storiella è semplice ma efficace e nasconde un sacco di verità dei nostri giorni. In questo momento economicamente difficile, quello che NON cercano i clienti dentro ad un negozio è proprio il venditore "classico" , cioè quello che a tutti i costi vuole portare a casa la vendita.
Sembra contorto come pensiero, ma è la verità! ho notato che la gente ha bisogno prima di tutto di essere accolta,  essere coccolata ed ascoltata, ha bisogno di un supporto tecnico, di informazioni sicure e serie, di sentirsi LIBERA di valutare l'acquisto con pazienza, avendo il tempo di pensare se è il momento giusto e se è il prodotto giusto.
Questo richiede un notevole sforzo da parte del venditore, richiede un cambio di mentalità generazionale, diventa quasi un salto indietro nei tempi, quando si andava a fare l'acquisto nel negozio di fiducia, dove sapevi come si chiamava il venditore e magari passavi anche solo per salutarlo.
A volte, tutte le regole del marketing saltano completamente!
E' una strada  difficile, a volte sembra una sconfitta! Si perchè quando un cliente esce dal negozio senza aver acquistato, ti sale il magone e vedi le tue sicurezze infrangersi in un soffio.
Non credo di avere la ricetta perfetta, ma ci sto provando, questo è il mio lavoro, ma soprattutto anch'io sono cliente e scelgo dove spendere anche in base al venditore.
Vorresti entrare nella psiche del cliente, ma magari basterebbe analizzare la propria!

Buoni acqusiti e buone vendite!

Monica 2.0

martedì 5 luglio 2011

Io pirata e tu?



Alcuni giorni fa il Blog Tagliaerbe ha proposto un post intitolato "sei imprenditore o dipendente?" http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/imprenditore-dipendente.html
Niente di più di questo argomento mi interessa in questo periodo. Si perchè a 40 anni, uno rimette in discussione molte scelte fatte e rifatte della propria vita e anche quelle non fatte.
Se il tuo primo lavoro è stato da lavoratore più o meno autonomo, con tua madre ed è stato il lavoro che ti ha svezzato, che ha creato la tua forma mentis, ha manipolato non solo la tua mente, ma anche la tua anima, allora la tua strada è tracciata.
Io sono certa di essere nata per essere "pirata", per essere messa nell'arena, per essere così pazza da non aver niente da investire se non che le mie capacità e magari sognare di diventare pure ricca!
Cosa c'è di bello nell'essere "pirata"?
bè oggi vi direi NIENTE, forse perchè sono stanca e sicuramente perchè il sistema politico-economico, sta avvantaggiando i velisti con le Tod's, piuttosto che i "pirati" con gli stivali rotti; perchè mettere giù nuove idee che portano verso il largo, non sempre paga; perchè se hai un piccolo foro nella tua barca c'è qualcuno che la vorrebbe vedere affondare!
Ma non è sempre così!
Per me essere "pirata" è poter modificare ogni giorno la rotta, rischiando di non trovare nessuno, di navigare a mare aperto, consumandomi gli occhi per vedere una barca vicina, condividere con quelli che con me credono allo stesso progetto, TUTTO!
Il lavoro indipendente mi permette di usare le mie risorse, anche se poche, al meglio, posso mettere dentro tutto senza riserve: fantasia, intelligenza, creatività, testardaggine, leadership, simpatia; sviluppare le mie passioni facendole diventare lavoro e offrendo agli altri le mie conoscenze e grazie agli altri arricchirle.
Essere "pirata" è non essere mai contenti dei risultati, ma essere contenti di quello che si fa, sognare di poter diventare il più famoso dei pirati, anche se dentro di te sai che sarai solo uno dei tanti.
Essere pirati è avere dei fidi compagni, che con te partono verso un'avventura che forse non avrà futuro ma è la "vostra" avventura.
Essere pirati è rimanere saldi sulla propria barca, appesi all'albero mentre sta affondando ed essere ancora convinti con quella parte di inconscienza, che ce la puoi ancora fare.
Insomma a me piace esser pirata e forse non potrei essere diversa e voi?

Monica 2.0